Crisi dei consumi, gli italiani rinunciano agli sfizi

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Continua il periodo di crisi che sta investendo l’Italia e la situazione economica dei cittadini del Belpaese. Anche gli studi che sottolineano che in realtà una pallida ripresa sembri profilarsi all’orizzonte affermano che, nonostante questo, i consumatori e le famiglie preferiscano risparmiare anziché riprendere a spendere e a togliersi qualche sfizio.

E così si taglia su beni in qualche modo ritenuti superflui o marginali, come l’acquisto di un’automobile nuova o di un cellulare all’avanguardia, si taglia sul teatro, sul cinema e sull’intrattenimento e si continua a tagliare anche su spese alimentari, rinunciando alla carne ed al pesce. Trend che viene confermato anche dal Blog tematico Disdette360 (http://www.disdette360.it) che conferma come sempre più persone decidono di effettuare disdette da servizi voluttuari.

Questa diminuzione di spese voluttuarie è legata anche all’aumento dei prezzi che continua a registrarsi: tra l’aumento del costo della vita e la diminuzione del reddito dei nuclei famigliari, agli italiani non resta che tirare la cinghia e rinunciare allo svago, e non solo.

Tuttavia il problema sta assumendo una nuova veste: talvolta, pur di non rinunciare a qualcosa, le persone tendono a rateizzare qualunque spesa, anche il conto dal panettiere o in latteria. Naturalmente aprire finanziamenti e indebitarsi in piccoli negozi può portare a potersi permettere un bene altrimenti inaccessibile, ma il risvolto della situazione è l’aumento di povertà a causa delle rate da pagare (con soldi che vanno ovviamente detratti dal budget domestico).

Adiconsum ha registrato un aumento di rateizzazione pari all’8-9% nel primo semestre del 2016, mentre in considerazione dei soli primi due mesi, in confronto al 2015, l’aumento è notevole: si parla di un incremento del 26,5%.

In ogni caso nessuno ha voglia di indebitarsi per beni “superflui” e così la crisi dei consumi continua. Confesercenti ha stilato un rapporto in cui si dichiara che la spesa mensile media rivolta ai beni per la casa (come piccoli mobiletti o oggettistica) si è dimezzato, scemando da 150 euro a 80 euro circa. A pagare le conseguenze della crisi sono anche i negozi e le fabbriche di api di abbigliamento e i locali che offrono spettacoli di intrattenimento (cinema, teatro ecc.).

La diminuzione della spesa per i beni e i servizi dedicati all’intrattenimento e l’aumento dei finanziamenti volti a pagarsi qualche spesa extra sono un indice del fatto che la sofferenza degli italiani a causa della crisi continua.

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