Le signore del traffico di Pyongyang

Kim jong Un

Siamo a Pyongyang, in Corea del Nord. I riflettori si accendono nuovamente sulla capitale, che da tempo occupa le pagine dei nostri quotidiani per le controverse decisioni politiche internazionali e per il discusso presidente Kim Jong-un, ma questa volta non è il capo di stato in carica a fare notizia: l’attenzione mediatica è ricaduta sulle donne della capitale, più precisamente sulle vigilesse.

Sì, perché fare la “signora del traffico” (è così che vengono nazionalpopolarmente chiamate) in una capitale come quella nordcoreana è una vera e propria missione a cui possono accedere poche elette.

La notizia curiosa è che per questo ruolo, vengono prese in considerazione solo ragazze molto giovani, selezionate meticolosamente in base alla fisicità e al loro aspetto estetico. Il loro ruolo, infatti, non è solo quello di dirigere il traffico e di agevolare la circolazione, ma di rappresentare il governo e il Paese stesso.

La loro funzione è anche quella di dimostrare il rigore e la precisione che contraddistingue la capitale.

Non è raro, quindi, passeggiare per le strade della città e incontrare, agli incroci e nelle situazioni di maggior traffico, perfette vigilesse in uniforme, precise e curate, giovani a aitanti, che rappresentano lo status symbol della freschezza e della giovinezza nazionale.

Ma quali sono le caratteristiche precise delle “signore del traffico”?

Le vigilesse nordcoreane, perfette in uniforme, dovranno essere di bella e rassicurante presenza: uno dei loro ruoli è proprio quello, infatti, di rassicurare il cittadino e, soprattutto, il guidatore.
Dovranno avere al di sotto dei 26 anni d’età ed essere single.
Superata la soglia dei 26 anni, esse sono costrette a ritirarsi obbligatoriamente e lasciare spazio al fior fiore della gioventù nordcoreana.
Tra tutte queste notizie curiose dovete sapere che anche in caso di matrimonio dovranno abbandonare il lavoro.

Breve ma intensa la carriera di queste vigilesse, la cui immagine iconica è talmente famosa da attrarre gli obiettivi delle reflex dei turisti che non si lasciano di certo sfuggire la loro unicità. Non si può andare a Pyongyang e non fotografare le “signore del traffico”.

Be the first to comment on "Le signore del traffico di Pyongyang"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


*